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Fabbisogno energetico basale

Stima del BMR a partire dalla reale composizione corporea

La FFM spiega per il 70% il Metabolismo Basale (BMR).

Obiettivo comune, nella prescrizione delle diete ipocaloriche, è il mantenimento della massa magra, per evitare il fenomeno di adattamento metabolico.

Si stima che per ogni kg di peso perso vi siano 25 calorie in meno di BMR, o che per ogni Kg di FFM in meno vi sia una riduzione del BMR pari a 49 calorie.

  

Ridurre al minimo la perdita di FFM diventa, quindi, fondamentale per evitare l'immediata risposta di adattamento metabolico, permettendo un calo ponderale costante solo nel medio termine. E' allora opportuno impiegare le equazioni, che derivino il fabbisogno basale a partire dall'accurata stima della FFM.

 


La differenza esistente tra i fabbisogni basali tratti dai parametri peso ed età (vedi LARN) e quelli desunti dal valore della FFM è, in taluni casi,  assai elevata: si pensi al soggetto in sovrappeso con una percentuale di grasso corporeo elevata e un basso livello di muscolarità.

 

In assenza di analisi speciche del dispendio energetico – vedi calorimetria diretta, indiretta, D20 -  il BMR più vicino al reale fabbisogno è quindi quello derivato dalla FFM realmente presente nell'organismo.

 

Il BMR calcolato dalla FFM diventa quindi essenziale nel computo calorico dei regimi dietetici LCD e VLCD.

 

Uno dei metodi più semplici ed accurati per la stima del BMR è la calorimetria indiretta, che impiega uno specifico dispositivo di analisi dei volumi respiratori, quali quelli dell'anidride carbonica prodotta (VCO2) e dell'ossigeno (VO2), dall'aria espirata.



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