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Metodiche per l'analisi della composizione corporea

Esistono  numerose metodiche per analizzare la composizione chimica  e  tessutale del corpo  umano che permettono non solo la valutazione dei singoli compartimenti, ma anche la conoscenza delle relative modificazioni conseguenti agli stati fisiologici, patologici o semplicemente modificazioni legate all'età, al sesso ed all'attività fisica.

Tali  metodiche servono a stimare, con maggiore precisione rispetto a formule, o a tabelle, la relazione esistente tra le necessità energetiche e nutrizionali individuali e le numerose componenti del corpo: dai grassi, all'acqua, ai minerali. L'analisi della composizione corporea, quindi, va oltre all'approfondimento dell'eccedenza della massa lipidica, o del difetto di massa magra, per individuare un peso desiderabile che sia anche  indice di un buon stato di salute.

Nella pratica clinica ambulatoriale l'attenzione viene riposta sul modello costituito da FM + FFM,  dove è più facile e meno oneroso per il medico ricondurre la visione biochimica alla visione anatomica del corpo, quella maggiormente percepita dal paziente.

 

Si possono impiegare più strumenti quali, l'attivazione neutronica (IVNNA), la risonanza magnetica nucleare (MRN), la diluizione isotopica (D2O), l'assorbiometria a doppio raggio (DXA), la pesata idrostatica (UWA), sino a giungere alle metodiche più semplici e meno invasive quali la plicometria (SkA), l'impedenziometria (BIA) e la pletismografia, o densitometria ad aria (BOD POD).


Triangolo di Baumgartner

Per definizione, sono state suddivise in tecniche invasive e non invasive, intendendo le prime come metodiche da applicare con una certa moderazione e gradualità, vista la pericolosità sulla salute del soggetto in esame.

Il grado di invasività è riportato sul lato destro del triangolo, in ordine decrescente partendo dall'alto.  Sempre sul lato destro del triangolo vengono riportate le componenti corporee “elettive” derivate dalle specifiche tecniche. Ad esempio, la Tomografia Computerizzata (TC, sul lato sinistro) nasce e si sviluppa come tecnica elettiva (GOLD di riferimento) per la misura accurata delle aree del corpo e non certo per quantificare il contenuto di minerali. Questi ultimi, possono essere quantificati mediante DXA (sempre sul lato sx del triangolo) in BMC (Bone Mineral Content) termine posto sul lato destro. Dalla DXA ( tecnica GOLD di riferimento per BMC) possiamo ricavare anche la massa grassa (FM) ma con un'accuratezza che va a scemare in talune condizioni patologiche, quali l'obesità morbigena, ad esempio.

Questo vuol dire che DXA nasce e si sviluppa come tecnica gold per il contenuto di minerali e poi si sviluppa anche nella direzione della misura di altre componenti corporee, ma perdendo in precisone nella stima.

Dall'attenta osservazione del triangolo di Baumgartner, inoltre, si evidenzia come le tecniche siano suddivise in gruppi, che partendo dall'alto verso il basso di volta in volta quantificano, o stimano, o predicono ciascuna componente. La suddivisione è fondamentale in quanto chiarisce con estrema sintesi la funzione e il ruolo reale della metodica. A titolo esplicativo: l'IVNNA quantifica direttamente qualsiasi minerale, cioè con esattezza ne determina i grammi, o i milligrammi; la pesata idrostatica (UWW) stima indirettamente la densità del corpo, ma nel termine s'include l'errore di valutazione e una più ridotta precisione; l'antropometria, o l'impedenziometria, predicono indirettamente la massa grassa, o quella magra, ma solo attraverso equazioni che impiegano parametri somatici o fisici, rispettivamente.

 

Le equazioni predittive per essere accettate, implicano il confronto dei dati ricavati con le metodiche gold di riferimento e un'approssimazione nei risultati che sia almeno caratterizzata da un minimo errore standard (SEE) e da un R2  preferibilmente prossimo a 0,98.

Le equazioni predittive sono infine desunte da specifici gruppi di individui, il che comporta che un'equazione per atleti sia sostanzialmente difforme da quella per gli obesi.  Così vale per i bambini, gli anziani, i malati e via dicendo.

 

Si può osservare che a maggior invasività corrisponde maggior accuratezza; impedenziometria e antropometria sono tra le meno accurate, ma anche assolutamente non invasive e pertanto risultano ampiamente diffuse nella pratica ambulatoriale.