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I modelli del corpo umano


I modelli del corpo umano

Rispetto l'usuale quantificazione della massa grassa, vista come unico compartimento corporeo degno di essere valutato nella routine clinica, occorre un'analisi più approfondita.

L'idratazione dei tessuti, ad esempio, come la ripartizione dei fluidi negli spazi intra- ed extra cellulari, il contenuto in minerali e la composizione dei chili persi sono alcuni tra i molti quesiti clinici emergenti nella gestione del paziente, che impongono un necessario approfondimento dell'indagine ben oltre la componente adiposa.

È assodato che le variabili influenzanti la composizione corporea siano innumerevoli: il sesso, l'età, lo stato nutrizionale, lo stato idroelettrolitico, la distribuzione del tessuto adiposo, le condizioni fisiologiche speciali e le malattie.

Anche contemplando le sole variabili sesso ed età nel corso della vita, si osservano importanti modificazioni quali- quantitative della composizione corporea.


A parità di età, la composizione corporea della donna differisce da quella dell'uomo da un punto di vista quantitativo: nell'accrescimento, la donna presenta un maggior sviluppo della FM (massa grassa) e, soprattutto, una maturazione più lenta di tutte le componenti della FFM (massa magra) rispetto all'uomo.

Alla nascita la TBW (acqua totale corporea) rappresenta l'80% circa in entrambi i sessi, sino ad arrivare al 60% del peso nell'uomo adulto di riferimento. L'idratazione della FFM decresce progressivamente sino a raggiungere un valore del 73,4 % nell'adulto di riferimento, valore che si manterrebbe tale sino ai  65 anni.

Per comprendere appieno il significato dell'idratazione durante l'accrescimento, è necessario distinguere l'evoluzione delle due componenti dell'acqua corporea: quella intra-cellulare (ICW) da quella extra-cellulare (ECW).

Sino all'età di 2 anni, i fluidi extracellulari sono prevalenti rispetto ai fludi intracellulari: in questo periodo di rapida crescita lo spazio extracellulare è necessariamente il medium dove si svolge il massimo scambio metabolico tra cellule e matrice.

Nel periodo compreso tra 2 e 10 anni di età, il rapporto s'inverte a favore dell'acqua intracellulare, per una ripartizione che si manterrebbe inalterata nel corso della età adulta: ICW/TBW vs ECW/TBW = 57-58% vs 42-43%, mediamente.

Nell'uomo adulto di riferimento, di altezza 175 cm e di 70 kg di peso, l'acqua corporea totale è pari a 42 litri (il 60% del peso) ripartita a sua volta in 18 litri di acqua extracellulare e 24 litri di acqua intracellulare. Non si hanno invece sufficienti dati per stabilire le modificazioni nella ripartizione dei fluidi in età anziana.

La componente proteica della FFM presenta in entrambi i sessi un rapido incremento dalla nascita fino all'età di 2 anni (2,5%): esso corrisponde a un altrettanto rapido incremento dei fludi intracellulari, come sopra accennato.

All'età di 18 anni, la PM (massa proteica) rappresenta il 19% circa della FFM. Nell'uomo di riferimento la massa proteica è pari al 15%, cioè 10,6 kg.

Gli studi effettuati con l'attivazione neutronica (IVNNA, in vivo neutron activated analysis) suggeriscono che la massa proteica va incontro a un progressivo decremento negli anziani, ma i soggetti studiati sono troppo pochi affinché i dati disponibili possano essere generalizzati.

Riguardo al compartimento lipidico, va detto che esso appare estremamente complesso nell'uomo per la presenza di 50 differenti lipidi, a loro volta suddivisi in cinque categorie: trigliceridi, fosfolipidi, steroidi, acidi grassi e terpeni. Dal punto di vista della composizione corporea, tuttavia, si tende a semplificare, distinguendo il FAT dai lipidi, rispettivamente intesi come trigliceridi e grassi totali. I due termini non vanno confusi, poiché il FAT è solo la massa dei trigliceridi (non essenziali) che costituisce il 90% dei lipidi totali ed esclude i lipidi essenziali e le altre forme biochimiche.

Nell'uomo di riferimento il FAT rappresenta il 17% del peso, mentre i lipidi essenziali il 2,1%.

Riguardo alla componente minerale, suddivisa in ossea e non ossea, quella ossea presenta un incremento dell'1% circa nel periodo compreso tra la nascita e il decimo anno di età e di un altro 1% nel periodo compreso tra 10 e 18 anni. Nell'uomo di riferimento, la MM ammonta al 5.3% del peso corporeo, pari a circa 3,5 kg. Nella donna, la componente ossea si sviluppa più lentamente e, soprattutto, raggiunge un picco più basso in età adulta rispetto al maschio, contribuendo al maggior rischio di osteoporosi. 

Dato che queste modificazioni quali-quantitative avvengono sul soggetto sano in relazione alle sole variabili di sesso ed età, dovremmo sottoilineare quanto esse siano più significative sul malato e coinvolgano, inoltre, tutte le componenti della composizione corporea.

Tali osservazioni condussero alla revisione sistematica dei modelli teoretici sui quali basare l'analisi della composizione corporea. Nel 1992, fu Wang ZM a definire 5 distinti livelli di complessità  del corpo, o modelli corporei, ciascuno dei quali contraddistinto da altrettanto distinte componenti e da specifici strumenti d'indagine; nel dettaglio i 5 livelli sono così ripartiti: